ALESSANDRO DAL LAGO

Carnefici e spettatori. La nostra indifferenza verso la crudeltà

Quali sono i criteri con cui la crudeltà, ampiamente mostrata dai media vecchi e nuovi, è occasione di sdegno o di intervento "umanitario"? La risposta è che lo sdegno dipende da un complesso di circostanze, tra cui gli interessi materiali in gioco e la fondamentale indifferenza delle opinioni pubbliche occidentali. Come si è determinata questa strana mescolanza di insensibilità e moralismo?

Riprendendo il tema della crudeltà nel mondo classico e moderno, come si manifesta soprattutto nella letteratura e nella cultura di massa, il saggio analizza la complessità dello “sguardo” come ottica culturale: non è la crudeltà a essere finita ma il nostro sguardo culturale a non vederla più. È così che dalla fine della guerra fredda, ormai da quasi venticinque anni, l'Occidente combatte guerre in mezzo mondo senza che la sua vita quotidiana sia alterata e in un'indifferenza appena venata di voyeurismo.

ALESSANDRO DAL LAGO

Le avventure di Ismail

Una gabbia per l’allevamento dei tonni è il suo primo ricordo. In quel tratto del mar d’Africa a una decina di miglia dalla costa, i pescatori catturano i giovani tonni e li nutrono fino alla mattanza. Lui è attaccato a una rete metallica circolare di una ventina di metri di diametro, con una passerella da cui si butta il mangime ai pesci. Ma non è esattamente aggrappato. È legato con una corda alla schiena di qualcuno che artiglia la rete. Chi è l’uomo? Suo padre? E che ne è stato della madre? Non chiedetelo a lui. Non sa nulla e non ricorda nulla. All’alba è perso tra sonno e veglia. Per tutta la notte ha udito i lamenti degli altri appesi alla gabbia dei tonni. Ogni tanto sentiva qualcosa premere sull’uomo a cui è legato, e quando si è fatto chiaro ha visto al di là della rete i grossi pesci argentati fissarlo con i piccoli occhi neri orlati di bianco e tuffarsi nella schiuma.

Alessandro Dal Lago (Roma, 1947) è uno dei più importanti sociologi italiani. È stato preside della facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Genova e ha collaborato con diversi altri istituti universitari nazionali ed esteri, fra cui la University of Pennsylvania (Philadelphia) e la University of California (Los Angeles).

Studioso di Michel Foucault e dei meccanismi d’integrazione intraculturali e multiculturali nella società aperta, ha prodotto una profonda riflessione della figura del migrante quale prototipo dell’esclusione sociale.

È autore o curatore di più di trenta volumi. Tra i suoi lavori: La produzione della devianza (Feltrinelli, 1981); Etnometodologia (Il Mulino, 1983); Descrizione di una battaglia. I rituali del calcio (Il Mulino1990); Non-persone. L'esclusione dei migranti in una società globale (Feltrinelli, 2004); La città e le ombre. Crimini, criminali, cittadini (Feltrinelli 2006) con Emilio Quadretti; Eroi di carta. Il caso Gomorra ed altre epopee (ManifestoLibri, 2010); Clic. Grillo, Casaleggio e la demagogia elettronica (Cronopio, 2013); Le avventure di Ismail (Il melangolo, 2015), sua prima opera narrativa; Graffiti. Arte e ordine pubblico (Il Mulino, 2016) con Serena Giordano e Pacifismo pratico. Sun Tzu e il terrorismo (Il melangolo, 2016).

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