DAVID GROSSMAN

A un cerbiatto somiglia il mio amore

Israele, guerra dei sei giorni. Avram, Orah e Ilan, sedicenni, sono ricoverati nel reparto di isolamento di un piccolo ospedale di Gerusalemme. Il conflitto infuria e nelle lunghe e buie ore del coprifuoco i tre ragazzi si uniscono in un'amicizia che si trasformerà, molto tempo dopo, nell'amore e nel matrimonio tra Orah e Ilan. Dopo trentasei anni da quel primo incontro, Orah è una donna separata, madre di due figli, Adam e Ofer. Quest'ultimo, che sta svolgendo il servizio di leva, accetta di partecipare a un'incursione in Cisgiordania nonostante siano ormai i suoi ultimi giorni di ferma. Orah, che aveva progettato una gita a piedi con il figlio per festeggiare la fine del servizio militare, decide di partire lo stesso. Non riesce infatti a vincere un oscuro presentimento che si agita dentro di lei, e d'altra parte non resiste all'idea di trascorrere altre notti con l'incubo di essere svegliata nel cuore della notte, come da protocollo dell'esercito israeliano, e ricevere la notizia di una disgrazia.

DAVID GROSSMAN

Qualcuno con cui correre

Assaf è un sedicenne timido e impacciato a cui viene affidato un compito singolare, se non impossibile: ritrovare il proprietario di un cane abbandonato seguendolo per le strade di Gerusalemme. Correndo dietro all'animale il ragazzo giunge in luoghi impensati, di fronte a strani, inquietanti personaggi. E poco a poco ricompone i tasselli di un drammatico puzzle: la storia di Tamar, una ragazza solitaria e ribelle fuggita di casa per salvare il fratello, giovane tossicodipendente finito nella rete di una banda di malfattori. Il mistero e il fascino di Tamar catturano Assaf, che decide di andare fino in fondo, di "correre" con lei.

David Grossman, scrittore e saggista israeliano, è uno dei più grandi narratori contemporanei. Autore di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, è nato a Gerusalemme nel 1954 e ha studiato filosofia e teatro all'Università Ebraica di Gerusalemme.

Ha lavorato come corrispondente e come attore radiofonico per la radio Kol Israel, il servizio radiofonico di stato israeliano. Insieme a Dani Eldar, ha condotto la popolare serie radiofonica Stutz. Nel 1984 ha vinto il Premio del Primo Ministro per il Lavoro Creativo.

Vive a Mevasseret Zion, vicino Gerusalemme. È sposato ed è padre di tre figli, Jonathan Ruth e Uri, morto nell'estate del 2006 durante la guerra del Libano.

Rappresentante tra i più significativi della letteratura israeliana e noto per l'apertura delle sue posizioni liberali, la sua produzione è segnata in modo significativo dall'impegno politico, e si struttura su due piani: quello irreale e simbolico e quello strettamente legato all'attualità israeliana. Secondo una concezione dell'infanzia quale museo della memoria, ha privilegiato i bambini come protagonisti dei suoi romanzi coniugando, con finezza di mezzi espressivi e di invenzione, il registro realistico a quello fantastico-simbolico.

Edito in Italia perlopiù da Mondadori, tradotto in numerose lingue, alla sua opera più nota, Vedi alla voce: amore, (1988), ha fatto seguito una produzione copiosa e diversificata, tra cui vanno segnalati i romanzi Che tu sia per me il coltello (1998), Col corpo capisco (2002) e il saggio Con gli occhi del nemico. Raccontare la pace in un paese in guerra (2007).

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