FRANCESCO SAVIO

La sottovita

“Papà, ma il mondo potrebbe essere il sogno di qualcuno?”

 

In una domenica piovosa di agosto tra le montagne dell’Alto Adige, un uomo viene travolto da una vacca delle Highland. Disteso a terra in attesa di soccorsi, ricorda un giorno di ottobre di qualche mese prima, trascorso tra il desiderio di scrivere sull’opera fluviale di un celebre scrittore norvegese e la ricerca di un equilibrio necessario a sopravvivere fra i ritmi del lavoro quotidiano e il mestiere di padre.

Cosa l’aveva spinto a trasferirsi dalla provincia a Milano, quindici anni prima? Dove lo porta questa specie di luminosa sottovita?

Venditore di elettrodomestici, libraio, incerto ma assiduo lavoratore, il protagonista di questa storia si muove fra occupazioni quotidiane (la piccola e smagliante vita da padre), immaginazioni letterarie, concretezze incuneate fra la morbidezza della provincia e lo scatto nevrotico della città.

La sottovita è un romanzo dei giorni nostri, una registrazione di eventi che accende ironia, e grovigli filosofici, una riflessione viva, intelligente, perfino buffa sull’ipotesi di esistere senza fuggire, ma con meno intensità, senza farsi male.

Francesco Savio, nato a Brescia il 25 dicembre del 1974, ha vissuto diciassette anni a Milano e, dal 2018, è tornato a Brescia.

Lavora per le Librerie Feltrinelli, collabora come lettore della narrativa italiana per Giangiacomo Feltrinelli Editore e gioca a calcio come trequartista.

Ha pubblicato due romanzi, Mio padre era bellissimo (Italic peQuod, 2009), tradotto in Francia (Mon père était très beau, Le dilettante 2012) e Il silenzio della felicità (Fernandel, 2013) e due libri di letteratura sportiva, Il fuorigioco sta antipatico ai bambini (Ediciclo, 2014) e Anticipi, posticipi (Italic peQuod, 2011).

La sottovita (Mondadori, 2019) è il suo nuovo romanzo.

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