LAURA MAZZERI

Tra due vite. L’attesa, il trapianto, il ritorno. Una storia vera.

«Preparo la borsa dell’ospedale con cura, come fa la partoriente che si prepara alla nascita. D’improvviso, in un attimo nel quale si agglomera tutto il cammino della mia vita, avverto l’enormità di quello che sta per accadere. È l’ultimo viaggio in ospedale. Forse morirò, forse rimarrò in vita. In ogni caso, non sarò più la stessa.»

 

Nella vita di molti capita un qualche evento che segna il confine tra un prima e un dopo. Una prova per la quale dobbiamo trovare coraggio, affrontare la paura e nutrire la speranza.

 

In questo libro Laura Mazzeri racconta il trapianto di fegato che l’ha tenuta sospesa “tra due vite”: la sua, prima e dopo l’intervento, e la vita del donatore.

Uno spartiacque.

Prima c’è il tempo sospeso dell’attesa, in cui la vita familiare scorre tra l’apparente normalità quotidiana e le assenze imposte da ricoveri sempre più frequenti. Un tempo nel quale contano i veri affetti, e che prepara alla prova più difficile: il momento temuto e desiderato dell’intervento. Laura non tace il turbamento di sapere, sulla soglia della sala operatoria, che il donatore è un ragazzo.

Dopo, il ritorno. Non alla normalità del prima, come tutti si aspettano e vorrebbero, bensì a un’esistenza nuova che si deve confrontare con quella precedente, ma anche con la vita che non c’è più, quella del «Giovane Cavaliere».

Un libro intenso, autentico, che parla a tutti della vita, delle sue prove difficili e della straordinaria, struggente voglia di farcela, sempre.

 

Il sito dell'autrice dedicato al libro www.traduevite.it

 

Vive a Milano con il marito e due figli in una famiglia multietnica, luogo di incontro tra Italia e India. Laureata in Filosofia, ha insegnato per molto tempo nella scuola primaria. Collabora da alcuni anni con la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari. I suoi interessi si rivolgono alla scrittura auto – biografica intesa come un modo per prendersi cura di sé nelle situazioni di fragilità esistenziale, con particolare attenzione alla condizione della persona in stato di malattia grave. Canta nel coro Agamawo nel quale avvengono contaminazioni positive tra ritmi mediterranei e musica dell’Africa Occidentale.

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