MARCO DOTTI

Un lessico dell'azzardo di massa

Che cosa accade quando il gioco perde la sua componente di gratuità, di spontaneità, di relazione, quando viene colonizzato da un business che manipola abilmente neuroscienze, biomarketing, informatica e comportamentismo?

Ci troviamo di fronte all’azzardo di massa, a una sistematica e patologica corruzione del gioco, e soprattutto a una realtà che cela complesse dinamiche di potere. Per questo si parla di ludocrazia, un fenomeno sociale e culturale che, trasformando tutto in gioco (e in azzardo), annulla non solo le potenzialità del gioco, ma l’umano in quanto tale.

Individuare gli elementi che sottendono a questo dilagante processo di gamification e gamblification e raccoglierli nelle voci di un lessico, che convoca una pluralità di sguardi multidisciplinari, costituisce un atto di resistenza in vista di auspicabili decostruzioni presenti e future.

Marco Dotti è docente di Professioni dell'editoria all'Università di Pavia. Ha pubblicato saggi su Antonin Artaud, Jean Cocteau, Léon-Paul Fargue, Jean Genet e Pierre Guyotat, oltre al libro Luce nera. Strindberg, Paulhan, Artaud e l'esperienza della materia (2006).

Si è specializzato in temi di etica pubblica legati alle nuove professioni e alle nuove tecnologie. Fa parte della redazione del mensile Vita, dove coordina un gruppo di lavoro sul fenomeno dell'azzardo di massa e sul suo impatto sulla società italiana.

Tra i fondatori, nel 2011, del Movimento No Slot, ha dedicato all'azzardo, muovendosi tra antropologia culturale ed etica sociale, inchieste e reportage. Tra i suoi libri: Il calcolo dei dadi. Azzardo e vita quotidiana (2013), Slot City (2013), Ludocrazia. Un lessico dell'azzardo di massa (2016). Per O barra O edizioni è direttore della collana "gli Antecedenti".

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