MARINELLA PEYRACCHIA

Pardés Falastin

Pardés è la parola ebraica che definisce il giardino, il paradiso di pace della terra coltivata e produttiva. Luogo idilliaco e felice. Nel pardés è stato creato il primo uomo. Dal pardés è stato scacciato con dolore. In pardés il popolo di Israele spera di veder rifiorire la Terra di Sion, la terra che Dio gli ha promesso e a cui, ogni ebreo, anela tornare.

Falastin è la parola araba che definisce la terra in cui, per duemila anni, il popolo palestinese ha vissuto, coltivato, costruito villaggi. Palestina è il nome che i romani diedero alla Terra di Canaan, dopo averla sottomessa. Un nome inviso al popolo di Israele, perché deriva da genti nemiche, i filistei. Un nome in cui, però, si riconosce il popolo che la nascita dello Stato di Israele sembra aver condannato a esilio e miseria.

"Pardés Falastin" non esiste, è un semplice sogno di pace. "Pardés Falastin" è la terra che ebrei e palestinesi devono trovare il modo di condividere.

Ė senza dubbio originale la genesi di scrittrice della piemontese Marinella Peyracchia, autrice di due romanzi, “Il bambino blu” e “Pardés Falastin”. Sin da bambina si appassionò alla storia delle esplorazioni, in particolare a Magellano e alla Terra del Fuoco. Così, in età adulta, decise di compiere un primo viaggio in Argentina, percorrendola tutta a bordo di un faticosissimo autobus; ci tornò poi altre volte, più brevemente ma più comodamente. Fu, però, nel suo Piemonte che conobbe suo marito, figlio di emigranti in Argentina che erano tornati in Italia.

Dell’Argentina sapevo più lei di lui, così ebbe l’idea di regalargli, per un compleanno, un racconto ispirato ai suoi viaggi in quel Paese. In un successivo momento quel racconto venne ampliato e diventò “Il bambino blu”, pubblicato, come anche il successivo romanzo, da Conti Editore di Morgex.

Particolare è anche la nascita del secondo romanzo, “Pardés Falastin”, il cui titolo è formato dalle parole ebraica ed araba che significano “paradiso”. L’autrice scrisse il libro dopo un viaggio in Israele e Cisgiordania, compiuto con il marito insieme a un amico fotografo e a sua moglie.

Marinella Peyracchia, che si dice affascinata dai luoghi desertici, basa le sue opere su vicende e persone che ha conosciuto nei suoi viaggi, ma non scrive taccuini di viaggio. I suoi sono romanzi nei quali agiscono personaggi che corrispondono a persone da lei conosciute, ma in situazioni diverse da quelle in cui effettivamente le ha incontrate e con nomi, naturalmente, inventati.

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