IN THE MOOD FOR LOVE

Regia di Kar-wai Wong
2000 - 98'

Hong Kong 1962. L'impiegata Su Li-zhen e il giornalista Cho Mo-wan, entrambi di Shangai e sposati con coniugi spesso e volentieri assenti per lavoro, s'incontrano nella casa dove abitano porta a porta, stringono un'amicizia amorosa, rafforzata dal comune sospetto di una relazione tra i rispettivi coniugi. Si amano, ma, dice lei, “non dobbiamo essere come loro”. Claustrofobica e di raffinata eleganza, sensuale e casta, ricca di particolari e di ripetizioni, ritmata da un brano musicale di Michael Galasso che, con le canzoni in spagnolo di Nat King Cole (“Ojos verdes”, “Quizas, quizas”) si ripete con leggere variazioni, è una storia segreta d'amore, vissuta all'interno e in silenzio, raccontata in modi sapientemente ellittici, all'insegna del ricordo, di un passato “sfocato e indistinto”. Si chiude nel 1966, 4 anni dopo il distacco, quando, nell'unica scena in veri esterni, visitando le rovine del tempio di Angkor Wat in Cambogia, l'uomo sussurra il suo segreto nella fessura di un muro. E lo preserva per sempre. “Wong Kar-wai ha tirato fuori l'anima del mélo, l'ha spremuta, riducendola all'essenza... e l'ha messa in scena con un pudore, un rispetto, una tensione rari” (E. Martini). Più che un'interpretazione, quella di Leung, premiato a Cannes, e della meravigliosa Cheung con gli squisiti cheongsam che indossa, è una presenza. Memorabile. (Il Morandini)

TOP